⛓️🖤The Devil (Devil’s Playground #1) – Ashley Jade

Genere: Dark Romance
Autrice: Ashley Jade
Traduzione: Aurora Gottardo
Editore: Hope Edizioni
Data d’uscita: 23 maggio 2026
Pagine: 226
Valutazione: ★★★★
Trama
C’era una volta una torre d’avorio, in cui era rinchiusa una principessa dai capelli dorati.
Così la favola.
La verità? Qualcuno parla di lei come di una Lolita irresistibile, una sirena tentatrice. Altri come di una ragazza fragile che ha bisogno di aiuto.
Io in lei vedo entrambe, ma non permetterò che quest’angelo biondo mi induca in tentazione, non quando sono a un passo dal mio traguardo e lei potrebbe distruggere tutto.
Come è già successo in passato, ne uscirò vincitore.
C’era una volta un ragazzo che si è lasciato tentare da due occhi innocenti e ha avuto un brusco risveglio.
Non è una favola, è la realtà.
La mia realtà.
Sono tornato per avere vendetta.
Dicevano che ero un mostro malvagio, il Diavolo.
Questa volta lo sarò davvero.
Avvertenza: Questa storia contiene temi e contenuti che potrebbero risultare offensivi o disturbanti per alcuni lettori.
La mia opinione
Quando ho iniziato la dilogia Devil’s Playground non sapevo davvero che cosa avessi davanti e devo dire che il mio cervello si è dovuto riassestare più volte durante la lettura.
A Black Hallows non esistono brave persone. Se capite questo, inizierete a guardare ogni protagonista con occhi diversi.
Il libro è diviso in tre POV distinti: Eden, Cain e Damien. Ci muoviamo continuamente tra il presente dei tre protagonisti e il passato di Cain e Damien. Devo dire che ho apprezzato molto questa alternanza perché i capitoli ambientati nel passato sono ben dosati e aiutano a completare gradualmente i pezzi del puzzle. A volte, quando una storia alterna passato e presente, si rischia di interrompere il flusso narrativo; qui invece ho avuto la sensazione opposta. Era come scendere nell’anima dei personaggi e poi risalire per prendere una boccata d’aria prima di immergersi di nuovo.
Per quanto riguarda Eden, ci troviamo davanti a una ragazza giovane e profondamente spezzata. Soffre di agorafobia, non ha amici e si è diplomata studiando da casa. Tutto nasce da uno scandalo che la coinvolge quando è ancora una ragazzina. Dopo la morte della madre continua a vivere con Cain, il suo patrigno, di cui è innamorata. Anche Cain prova qualcosa per lei, ma si sta candidando a sindaco e non può permettersi uno scandalo. Eden diventa quindi il suo frutto proibito.
Per tutto il primo libro il nostro compito è capire chi abbiamo davvero davanti e chi sta esercitando il potere sull’altro. Eden parte chiaramente in svantaggio. Cain ha potere su di lei perché lei lo ama, perché è più grande e perché sa perfettamente come esercitare quell’influenza. Ognuno di loro porta addosso ferite enormi e ognuno cerca di sopravviverci. Ma siamo davvero sicuri che essere feriti giustifichi le ferite che imponiamo agli altri?
Lo spicy è intenso, coinvolgente e molto presente. Ashley Jade non va leggera e scende spesso nei dettagli. Capisco perfettamente che non sia una lettura adatta a tutti, ma personalmente non l’ho trovato riempitivo. Anzi, mi è sembrato un ulteriore strumento per entrare nelle loro anime. Faceva bene e male allo stesso tempo. Era sexy, ma anche sporco, disturbante, e per buona parte del libro l’autrice mi ha fatto guardare nella direzione sbagliata.
Eden, in questo primo volume, non brilla quanto gli altri personaggi. Non è lei la vera stella della storia. L’ho sentita poco capita e ancora meno ascoltata. Il rapporto squilibrato tra lei e Cain è evidente fin dalle prime pagine. Eden sa, nel profondo, che Cain non potrà mai amarla nel modo in cui lei desidera, ma non riesce a liberarsi da lui. Lo giustifica continuamente, ogni volta che la ferisce, ed è sempre pronta a tornare quando lui la richiama. È una dinamica che ho trovato credibile, perché Eden è una ragazza fragile, trascurata dalla madre fino all’eccesso, che si aggrappa disperatamente a qualsiasi briciola d’amore. Non sono riuscita a non empatizzare con lei. Allo stesso tempo, però, ci sono stati momenti in cui avrei voluto scuoterla e costringerla ad aprire gli occhi.
Damien, invece, è l’incognita dell’intero romanzo. Per gran parte della storia non comprendiamo il motivo della sua ossessione per Cain. È il Diavolo tentatore, e né lui né l’autrice smettono mai di ricordarcelo. Per tutto il libro sembra che Damien e Eden stiano combattendo per l’anima di Cain. Ma siamo davvero sicuri che sia lui il vero centro della storia?
Se devo trovare una nota negativa, e vi assicuro che in questo primo volume non ne ho trovate molte, riguarda la scelta di dividere la storia in due libri. Questo primo volume copre poco meno di trecento pagine e svolge perfettamente il suo compito: raccontarci il passato di Cain e Damien, spiegarci chi sono diventati e perché.
Anche i personaggi secondari risultano estremamente interessanti. Ognuno contribuisce a farci comprendere meglio i protagonisti. Quella che mi ha colpito di più è stata Kristy. Per interi capitoli viene trattata da Cain e Damien quasi come un oggetto all’interno del loro rapporto, eppure continua a tornare da loro nonostante il marito violento che l’aspetta a casa. Sono convinta che la capiremo meglio nel secondo volume, perché se c’è una cosa che ho imparato leggendo Ashley Jade è che nessun personaggio esiste solo per occupare spazio. Tutti sono una ferita aperta. Tutti hanno un motivo per essere lì.
La lettura è talmente scorrevole e coinvolgente che in un pomeriggio d’estate, con un bicchiere di tè freddo accanto, si arriva all’ultima pagina quasi senza accorgersene. Proprio per questo continuo a chiedermi se fosse davvero necessario dividere la storia in due volumi.
Il colpo di scena finale, però, lascia senza fiato e crea un bisogno immediato di proseguire la lettura. Per fortuna Hope Edizioni ha pubblicato entrambi i libri nello stesso giorno, quindi non avete davvero scuse: dovete semplicemente prendere Devil’s Advocate e continuare questo viaggio in un mondo dove nessuno è innocente.
Considerazioni finali
The Devil è uno di quei libri che funzionano perché rifiutano di offrire personaggi facili da amare o da giudicare. Ashley Jade costruisce una storia in cui il confine tra vittima e carnefice, tra amore e ossessione, tra desiderio e manipolazione diventa sempre più sottile pagina dopo pagina. Nessuno è davvero innocente e nessuno è completamente colpevole.
Quello che mi ha colpito di più è la capacità dell’autrice di trasformare le ferite dei personaggi nel vero motore della storia. Più che seguire una trama, si ha la sensazione di assistere alla lenta dissezione emotiva di persone profondamente danneggiate che cercano di sopravvivere come possono. Alcune scelte restano discutibili, alcuni rapporti sono volutamente disturbanti, ma è proprio questo a rendere la lettura così difficile da abbandonare.
Se cercate personaggi moralmente impeccabili, questo non è il libro che fa per voi. Se invece amate le storie oscure, complesse e capaci di mettervi continuamente a disagio mentre cercate di capire chi sta manipolando chi, allora Ashley Jade ha costruito un piccolo labirinto da cui è molto difficile uscire. E una volta arrivati all’ultima pagina, la voglia di aprire immediatamente il secondo volume è praticamente inevitabile.
Come sempre ringrazio Hope Edizioni per la copia ARC e per la fiducia
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Miss F. ✒️
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