🌕🔥L’alba di Avalon: The Ancestors of Avalon (Il ciclo di Avalon Vol. 2) – Marion Zimmer Bradley e Diana L. Paxton

Genere: Fantasy Storico
Autrici: Marion Zimmer Bradley e Diana L. Paxton
Traduzione: Flavio Santi
Editore: HarperCollins Italia
Data d’uscita: 8 novembre 2024
Pagine: 466
Valutazione: ★★★☆☆
Trama
La storia degli avi di Morgana, costretti ad abbandonare l’isola distrutta di Atlantide, e delle due maghe potentissime che fonderanno una nuova stirpe nelle nebbiose terre della Britannia.
So tutto delle fini. Sono gli inizi che non conosco.
Chi erano gli antenati che hanno portato ad Avalon l’antica saggezza e l’hanno sepolta come un seme nel cuore di questa collina sacra?
Tiriki, grande sacerdotessa della Dea Madre, è la Guardiana della Luce, pur essendo cresciuta all’ombra della maledizione di Atlantide. Coraggiosa e intelligente, è l’amata moglie di Micail, principe e sacerdote. Ma quando il disastro li divide, Tiriki deve trovare la sua strada in una nuova terra, e il mondo che scopre cambierà i suoi desideri più profondi.
Damisa, invece, ha ereditato sangue e orgoglio reali. In Atlantide era solo un’accolita, ma nella nuova terra potrebbe diventare una regina. È fiera e ambiziosa, nonostante la giovane età, ma il suo cuore è diviso in due: sceglierà la strada della Madre o quella del potere?
Romanzo del Ciclo di Avalon, L’alba di Avalon fonde storia, mito, magia e romanticismo in una rivisitazione femminista di una delle leggende più suggestive sul continente sommerso, ora riproposto in versione integrale e nella nuova traduzione di Flavio Santi.
La mia opinione
Se per il nuovo editore questo è considerato il quinto libro del ciclo, per me è il secondo, poiché HarperCollins non prende in considerazione Le luci di Atlantide.
E, secondo me, non ha molto senso leggere questo volume senza aver letto prima il precedente: anche se Le luci di Atlantide non era stato scritto da Marion Zimmer Bradley come parte di una saga, L’alba di Avalon è la degna conclusione di ciò che Deoris e Domaris avevano messo in moto.
Questo romanzo è stato pubblicato postumo e scritto quasi interamente da Diana L. Paxton.
Perché ho letto la nuova edizione HarperCollins? Semplice: possiedo la versione cartacea Longanesi, edita in Italia nel 2005, ma l’idea di rileggerla in una nuova traduzione mi attirava troppo. Ammetto che mio marito non ha apprezzato il doppio acquisto, ma la curiosità ha vinto.
Molte volte le nuove traduzioni non vengono accolte bene (basti pensare a quella del Signore degli Anelli), e volevo capire se fosse anche questo il caso.
In realtà non ho riscontrato grandi differenze: forse la versione Longanesi, tradotta da Maria Cristina Pietri, era più “poetica”, ma nel complesso non ci sono stravolgimenti. Alcuni nomi — come “Morgaine” al posto di “Morgana” — sono stati riportati all’originale inglese, ma i protagonisti li ho ritrovati esattamente come li ricordavo.
Il libro, come dicevo, è scritto quasi interamente dalla Paxton, che però conosceva molto bene lo stile della Bradley, avendo collaborato con lei per buona parte del ciclo di Avalon (e non solo). Ho letto anche alcuni romanzi scritti solo dalla Paxton, ma troppo tempo fa per ricordarne chiaramente la voce: qui, comunque, non ho sentito la mancanza della vibrazione tipica della Bradley.
Anzi, ho apprezzato molto le protagoniste femminili: Tiriki e Damisa reggono sulle loro spalle l’intero romanzo. Mi è mancata Deoris, lo ammetto, ma forse la sua presenza sarebbe stata troppo ingombrante e avrebbe oscurato le due ragazze.
Come prevedibile, le autrici proseguono il loro percorso di dare potere e voce a chi di solito non ne ha.
Le donne, per loro, non sono figure fragili da proteggere o venerare: sono forti, spirituali, capaci di creare e guidare. Nel libro precedente, i personaggi maschili — con buone o cattive intenzioni — cercavano di possedere o usare le due protagoniste; qui, pur mantenendo il loro ruolo, gli uomini non cercano sempre di riaffermare un potere.
In una terra che darà vita a una religione con una Dea al vertice, il patriarcato non trova spazio: la Madre, la spiritualità femminile e la rinascita diventano il cuore pulsante del racconto.
La parte centrale del romanzo, tuttavia, appesantisce un po’ la lettura.
L’arco temporale copre molti anni, e la vita quotidiana delle protagoniste rallenta la narrazione. I rituali sono belli, ma forse troppi: avrei preferito un viaggio più mistico e interiore, non solo esteriore. Non direi che il libro poteva essere ridotto, perché l’adattamento alla nuova terra doveva essere raccontato con gradualità, ma qualche scena più dinamica avrebbe giovato.
Tre stelle, quindi, non perché il romanzo non meriti attenzione, ma perché L’alba di Avalon è un libro che va letto come parte di un percorso più ampio: quello che unisce Le luci di Atlantide alle nebbie di Avalon.
Racconta la storia di due giovani donne che non sono nate per comandare, ma che imparano a guidare. Donne che sbagliano, soffrono e amano, anche quando non è la scelta giusta. Donne vive.
Questo libro riempie il tassello mancante tra Atlantide e Avalon e ci regala l’illusione che l’amore — quello vero — torni in ogni nostra vita, qualunque cosa accada.
Una menzione speciale all’audiolibro: ne ho ascoltato solo pochi capitoli (temendo l’ira funesta di mio marito!), ma la voce di Stefania Giuliani mi è piaciuta moltissimo.
Ha un timbro caldo e avvolgente, quasi “antico”, perfetto per il tono dell’opera. Avevo letto recensioni negative sulla sua interpretazione per Le nebbie di Avalon, ma qui mi ha convinta.
E io, che sono estremamente pignola sugli audiolibri, posso dire che una voce sbagliata per me è una vera punizione divina.
Consiglio quindi anche l’audiolibro, per chi ha Audible e ama le storie che sanno ancora far sognare.
Considerazioni finali
L’alba di Avalon non è un volume “aggiuntivo”, ma un anello essenziale tra Atlantide e Avalon.
È il racconto della nascita o meglio riscoperta di una fede, di una nuova terra e di due donne che imparano a camminare da sole.
Tre stelle perché, pur con qualche lentezza, è un libro importante, che va letto per comprendere l’origine del mito e la continuità del suo spirito.
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Miss F. ✒️
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