👑🔑Fierce (Saint James Elite College #2) – Alessia Giuliano

Genere: College Romance
Autrice: Alessia Giuliano
Editore: Self Publishing
Data d’uscita: 25 marzo 2026
Pagine: 388
Valutazione: ★★★★☆


Trama

Aiden Whitmore è la definizione della perfezione.

Al Saint James è una leggenda capace di incutere timore, ammirazione e rispetto. Capitano della squadra di scherma, membro dei Four, erede di una delle famiglie più potenti del Paese. Freddo. Impeccabile. Irraggiungibile. Eppure, dietro quell’armatura di ghiaccio, si nasconde una ferita che non ha mai smesso di sanguinare.

C’era un tempo in cui Ily Wilson era la sua casa, la sua migliore amica e l’unica capace di fargli abbassare ogni difesa. Poi un segreto ha distrutto ogni cosa, lasciando spazio solo a silenzi, distanza e parole mai dette.

Quando Ily varca i cancelli del St. James, invadendo il suo regno, il mondo di Aiden trema. Nulla è più come prima… eppure niente è davvero sepolto.

I loro sguardi si cercano prima ancora di incontrarsi, riconoscendo ciò che il tempo non è riuscito a cancellare. Il dolore brucia ancora, ma tra le ceneri della loro amicizia qualcosa di nuovo prende forma. Un’attrazione feroce, improvvisa, letale. Un richiamo fisico e viscerale che scivola sottopelle, accende il respiro e rende ogni distanza insopportabile.

Quel sentimento a cui, da ragazzi, non avevano saputo dare un nome, ora esplode senza possibilità di controllo. Tra ricordi che feriscono e desideri mai davvero spenti, tra silenzi, rancore e verità taciute, Aiden e Ily restano in bilico sul confine che separa l’odio dal bisogno di appartenersi e lì scopriranno che alcune connessioni non nascono dall’amore… lo precedono.

Quando due cuori spezzati si ritrovano abbastanza vicini da sentire il battito dell’altro, resistere diventa molto più difficile che cedere.


La mia opinione

Torniamo al Saint James e ci torniamo con la seconda coppia della saga: Ily e Aiden. Due amici che, a causa di un malinteso, smettono di parlarsi per sette anni per poi ritrovarsi all’improvviso. E quando succede, nessuno dei due ha davvero scampo.

Aiden è un ragazzo che per anni ha visto la madre consumarsi a causa di un segreto che soltanto lui e Ily conoscevano e che, secondo lui, poteva essere stato rivelato solo da lei. Quando però Ily si trasferisce nel college che lui frequenta e di cui è uno dei Four, l’attrazione tra loro si rivela immediatamente impossibile da ignorare. Per quanto provino a tenersi a distanza, finiscono inevitabilmente per gravitare l’uno verso l’altra.

La storia scorre veloce. Il romanzo è raccontato attraverso il POV di Ily e quello di Aiden e, considerando che si muove in parallelo agli eventi di Rebel, pur essendo scritto da un’autrice diversa, devo dire che non ho avvertito alcuna stonatura. In nessun momento ho avuto la sensazione che qualcosa scricchiolasse nella continuità narrativa. Per questo devo fare un plauso sia ad Alessia Giuliano sia a Samantha Donghi: Aiden e Ily compaiono in Rebel, Damon ed Eden compaiono in Fierce, eppure entrambe riescono a raccogliere i pezzi lasciati dall’altra e a farli combaciare perfettamente. È una cosa che sembra semplice, ma in realtà richiede una grande sintonia creativa. Ricordo infatti che il progetto prevede quattro libri scritti da tre autrici diverse che culmineranno in un volume finale scritto a sei mani.

Quello con cui ho avuto più difficoltà è stata la ripetizione degli stessi eventi da entrambi i punti di vista. Da una parte questo permette di approfondire le emozioni dei protagonisti e di capire cosa stiano vivendo nello stesso momento, dall’altra rallenta inevitabilmente il ritmo perché ci si ritrova a rileggere gli stessi dialoghi e le stesse situazioni. A questo si aggiunge una gestione del tempo su due binari: in alcuni capitoli Aiden è più avanti rispetto a Ily e quando si torna a lei bisogna fare un passo indietro nella linea temporale.

Devo ammettere che il doppio POV non è il mio tipo di narrazione preferito. Chi mi segue da un po’ probabilmente sarà stanco di sentirmelo ripetere, ma continuo a preferire il narratore onnisciente perché offre una visione più ampia dell’insieme. Con il POV unico o doppio si rischia, a mio parere, di rallentare e appesantire la storia. Credo però che questo tipo di struttura narrativa sia molto figlia dei tempi moderni: oggi nel romance, e non solo, viene utilizzata moltissimo. Sarà che sto invecchiando, ma se da una parte aiuta a creare una connessione molto forte con i protagonisti, dall’altra rischia di diventare prolissa se non gestita con equilibrio.

Ily e Aiden, comunque, mi sono piaciuti. Anche in questo caso, come già mi era successo con Rebel, ho avuto la sensazione che il protagonista maschile fosse caratterizzato meglio rispetto alla protagonista femminile. Mi è sembrato che, come era accaduto con Eden, anche Ily restasse spesso in attesa mentre Aiden affrontava il percorso più evidente di guarigione e crescita personale.

Rimane il fatto che Aiden e Damon sono due personaggi profondamente diversi e mi è piaciuto moltissimo vedere come le rispettive autrici abbiano esplorato i loro sentimenti e i loro traumi senza cadere negli stereotipi più facili. Aiden non si ferma al cliché del ragazzo bello, ricco e tormentato con un padre politico disposto a usare la famiglia come vetrina. Va oltre. Potrebbe tranquillamente vivere di rendita sull’immagine costruita per lui, invece sceglie di rimboccarsi le maniche e costruirsi una propria identità. Sbaglia, prende decisioni discutibili, ma cerca comunque di emanciparsi e di camminare con le proprie gambe. E soprattutto non diventa spietato con le persone a cui tiene davvero.

Ily, invece, tende a farsi meno domande. Va detto però che non resta immobile ad aspettare che qualcuno le risolva la vita. Continua a coltivare la sua passione, continua a lavorare per raggiungere i propri obiettivi e questo è sicuramente uno dei suoi punti di forza. Non comprende sempre le scelte di Aiden, ne soffre, ma non mette in pausa la propria esistenza per lui. Ecco, forse al suo posto io qualche domanda in più me la sarei fatta. Anche soltanto un semplice: “Perché sei sparito per sette anni?”

A parte questo piccolo intoppo, la storia si legge bene. È un romanzo molto introspettivo, quindi bisogna mettere in conto che i personaggi dialogano relativamente poco tra loro mentre analizzano in profondità tutto ciò che provano. Rispetto a Rebel ho percepito meno il contesto universitario, ma la cosa interessante di questa saga è che qualunque ordine di lettura si scelga non si rischia di rovinarsi gli altri volumi, proprio perché gli eventi si svolgono contemporaneamente.

Se dessi i mezzi voti probabilmente questo sarebbe un 3,5. Ho scelto però di assegnargli quattro stelle perché, pur avendo trovato la parte centrale un po’ lunga per un conflitto che a tratti sembrava risolvibile con una semplice conversazione, il romanzo riesce comunque a coinvolgere. Anche Angelica, utilizzata per qualche capitolo come antagonista, mi è sembrata una minaccia poco incisiva: rimane in scena troppo poco e prova a mettere in crisi una coppia che in realtà vacilla soprattutto per problemi di comunicazione.

Rimane però una certezza: Aiden è un personaggio che possiede una profondità emotiva rara per il genere. E ho ammirato la forza di Ily che, nel momento peggiore della sua relazione, continua comunque a guardare avanti e a raggiungere gli obiettivi che si era prefissata.


Considerazioni finali

Fierce è una storia che vive soprattutto delle emozioni dei suoi protagonisti. Non punta sui grandi colpi di scena né su conflitti particolarmente complessi, ma sul peso dei silenzi, delle incomprensioni e delle ferite che ci portiamo dietro per anni. È proprio qui che Alessia Giuliano dà il meglio di sé, scavando soprattutto nel personaggio di Aiden e costruendo un protagonista maschile vulnerabile, imperfetto e umano.

Pur con qualche rallentamento dovuto alla struttura a doppio POV e una parte centrale che avrei preferito più asciutta, il romanzo riesce a mantenere vivo l’interesse grazie alla credibilità emotiva dei personaggi e all’ottima integrazione con il progetto del Saint James Elite College. La sensazione finale è quella di aver letto una storia che non reinventa il genere, ma che sa utilizzare i trope che amiamo con sensibilità e attenzione ai dettagli emotivi.

E forse è proprio questo il motivo per cui, nonostante le riserve, ho voglia di tornare ancora una volta al Saint James: perché i personaggi continuano a vivere anche quando non sono più al centro della scena e perché questo mondo dà davvero l’impressione di esistere oltre la singola storia d’amore.

Ringrazio tantissimo le autrici per la copia ARC e per l’opportunità di entrare in questo mondo.


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Miss F. ✒️

Recupera la recensione di Rebel (Saint James Elite College #1) – Samantha Dionigi: QUI


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