🔍💔La Bambina Perduta -(Robyn Carter Vol. 1) – Carol Wyer

Genere: Gialli e Thriller
Autrice: Carol Wyer
Traduttrice: Daniela Rossetti
Editore: Hope Edizioni
Data d’uscita: 6 dicembre 2019
Pagine: 465
Valutazione: ★★★★☆


Trama:

Una famiglia perfetta nasconde torbidi segreti.
Un assassino vuole che la verità venga a galla.

Abigail vive una vita apparentemente perfetta: un marito attraente e ricco che la adora, e una figlia di pochi mesi, Izzy. Ma qualcuno sa che lei nasconde un segreto inquietante e inizia a inviarle messaggi minacciosi da un numero anonimo. Cos’ha da nascondere Abigail?

In un’altra cittadina, un insegnante scompare in circostanze misteriose e un milionario viene trovato morto nei pressi del lago dove viveva.

Per l’ispettrice Robyn Carter non sembra esserci alcun collegamento tra i due casi — fino a quando Izzy non viene rapita in un parcheggio. Il suo istinto le dice che quel rapimento è legato alle altre due indagini, ma l’ultima volta che ha seguito l’intuito le conseguenze sono state devastanti.
Per risolvere il caso e riconquistare il suo posto nella polizia, Robyn dovrà prima di tutto imparare di nuovo a fidarsi di sé stessa. Perché ora è alle prese con un assassino spietato, e se non riuscirà a fermarlo in tempo… una bambina morirà.


La mia opinione

Quando leggi un libro di Carol Wyer, devi farlo con una tazza fumante di English tea in una mano, un piattino di scones nell’altra e un blocchetto per gli appunti accanto, perché ogni minimo dettaglio può essere la chiave del caso.

Questo è il secondo romanzo che leggo di questa autrice e devo ringraziare Hope Edizioni per avermelo gentilmente inviato.
A differenza de Il compleanno (Qui potete recuperare la recensione ), mi sono sentita subito catapultata nella storia. Non mi era mai successo, ma il killer è — purtroppo o per fortuna — il personaggio che ho amato di più. Mi sono sentita connessa, ho sperato fino all’ultimo che la bambina perduta potesse ritrovarsi… ma non voglio fare spoiler.
E una menzione speciale va a Toffee: sei un gatto meraviglioso.

Il libro parte subito in quarta. È duro, crudo, e non di facile lettura, ma è uno di quei romanzi in cui il lettore non resta mai passivo: diventa parte integrante dell’indagine. Mi sono ritrovata a fare mille teorie, a prendere appunti mentali, cercando di arrivare alla soluzione prima del detective Robyn.
Se con Il compleanno avevo fallito, qui invece sì: ci sono arrivata. Non so se perché questo fosse il primo thriller scritto dall’autrice, se fosse voluto, o semplicemente perché sono cresciuta a Shortbread, CSI e Criminal Minds, ma in questo libro, se ti impegni, il puzzle puoi davvero completarlo.

La trama scorre veloce, alternando presente e passato (dove seguiamo il killer). C’è qualche piccolo rallentamento intorno alla metà, e alcune ripetizioni di eventi già noti ma raccontati da altri punti di vista — passaggi forse superflui, che non aggiungono molto se non qualche sfumatura — ma poi tutto riprende ritmo e ci conduce dritti verso la risoluzione.

Le indagini del detective Carter comprendono cinque libri (due già tradotti in italiano), ma questo primo volume resta comunque autoconclusivo.

Anche qui, come ne Il compleanno, non seguiamo solo Robyn: il libro è scritto nella mia forma preferita. Per quanto ami i POV al presente legati ad un singolo personaggio, resto affezionata al narratore onnisciente, che permette di muoversi liberamente da un personaggio all’altro.
Robyn non è un personaggio facile — e, come spesso accade nel genere, non ha una vita idilliaca. È una donna spezzata, che cerca di ricostruirsi, e rientra al lavoro dopo un periodo difficile. In questo primo volume non sappiamo ancora molto di lei: ci viene mostrato il motivo del suo dolore, sappiamo che ha lavorato come investigatrice privata con il cugino Ross, ma ho percepito il killer più centrale nella storia rispetto alla stessa Robyn. Non è un difetto, ma per ora non sono riuscita ancora ad “affezionarmi” a lei.
Mi sono invece innamorata di Alice, la bambina che apre questa storia.

I personaggi che compongono il mondo di Robyn sono scritti con cura. Ho amato Ross, con quella sua presenza quasi paterna e protettiva che in molti thriller manca.

Mi sarebbe piaciuto approfondire di più Paul, che ho detestato fin da subito — forse perché lo vediamo soprattutto attraverso gli occhi di Alice. Avrei voluto sentire da lui il perché non abbia protetto chi meritava davvero di esserlo. Alla fine lo comprendiamo solo parzialmente, attraverso le parole di sua figlia, ma per me non è stato abbastanza.

A livello temporale, questo libro si colloca prima de Il compleanno, e devo dire che non delude. Anzi, come storia mi è piaciuto di più, anche se non mi ha trasmesso la stessa ansia e tensione emotiva del precedente.
Ecco perché ho dato quattro stelle: se con Il compleanno avevo arrancato all’inizio ma poi la tensione era esplosa fino a farmi temere che il killer vincesse, qui l’autrice ci accompagna verso la chiusura.
È un romanzo che inizia con una potenza viscerale, quasi crudele, quella che ti stringe lo stomaco e ti fa desiderare di entrare nel libro per proteggere quella bambina — ma che si ammorbidisce un po’ nel corso della lettura.


Considerazioni finali

La bambina perduta è un thriller intenso, costruito con intelligenza e sensibilità. Non ha paura di affrontare argomenti duri, ma lo fa senza mai cadere nel sensazionalismo.

Lo consiglio a chi ama i polizieschi psicologici che alternano tensione, dolore e umanità.
Un libro che ti fa riflettere su cosa accade quando, nella vita di qualcuno, arriva chi spegne la luce e lascia solo il buio.

Quattro stelle meritatissime e un ringraziamento speciale a Hope Edizioni per aver portato in Italia un’autrice come Carol Wyer, capace di creare thriller umani e profondi.


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Miss F. ✒️

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