🩵♟️God of Ruin (Legacy of Gods Vol. 4) – Rina Kent

Genere: Dark Romance
Autrice: Rina Kent
Traduzione: Roberta Zuppet
Editore: Hope Edizioni
Cover: FranLu
Data d’uscita: 22 aprile 2026
Pagine: 490
Valutazione: ★★★★★


Trama:
Landon King è un artista geniale, un ragazzo ricco e snob.
E il mio peggiore incubo.

Mia Sokolov è in cerca di vendetta. Il mondo può anche vedere in lei una ragazza traumatizzata, ma nessuno può prendersela con la sua famiglia e passarla liscia.

Un piano accurato, un’esecuzione precisa, fine della storia.
Peccato che l’obiettivo del piano non sia d’accordo.

Landon King è un genio, abituato a manipolare le persone come pezzi su una scacchiera.
Peccato che la donna che lo sta sfidando non sia disposta a essere la pedina di nessuno.

Uno scontro di volontà elettrico, carico di ostilità, che accende un desiderio oscuro. Due anime ferite che lottano, contro se stessi e contro l’altro.

Landon non si fermerà finché non avrà ottenuto la resa di Mia, la sua rovina.
Il dilemma è: chi cadrà per primo?

Avvertenze: God of Ruin, quarto romanzo della serie Legacy of Gods, parla di primal play, sonnofilia e riferimenti a traumi infantili. Confido che, prima di procedere, siate consapevoli delle tematiche trattate.


La mia opinione:
Quando leggo Rina Kent so sempre di avere tra le mani libri difficili per le tematiche, ma facilissimi da divorare per il modo in cui scrive. L’autrice ha questa capacità quasi inquietante di farti sentire dentro la testa dei protagonisti, come se loro stessi si stessero confidando direttamente con il lettore. E le loro menti non sono mai luoghi semplici: sono spazi oscuri, pieni di traumi, rabbia, ossessioni, assenza di empatia e dolore. Però, quando le coppie si incontrano, diventano contemporaneamente ombra e luce l’una per l’altra.

Se con Beautiful Venom avevo sofferto un po’ la ripetizione di una struttura che normalmente amo — un po’ come mangiare il proprio piatto preferito troppo spesso — qui invece qualcosa è cambiato. Gli ingredienti sono sempre quelli tipici della Kent: ossessione, possessività, tensione psicologica, protagonisti moralmente discutibili. Ma Landon e Mia hanno avuto qualcosa in più.

Mia non è la classica protagonista spezzata che finisce inevitabilmente attratta dal protagonista oscuro. È fragile, sì, ma ha una ferocia emotiva incredibile. Ama la sua famiglia in modo totalizzante e arriva perfino a rinunciare alla propria voce pur di proteggerla. Questa cosa la rende estremamente umana e molto più complessa di quanto sembri inizialmente.

Landon invece… Landon è il caos. È un personaggio a cui sembra mancare completamente un’anima, eppure proprio per questo diventa magnetico. Mia non è semplicemente la sua metà perfetta: è ciò che lo completa davvero, quello spazio vuoto che lui non riusciva nemmeno a definire prima di incontrarla. E la cosa che ho apprezzato di più è che Landon non comprende subito cosa rappresenti Mia per lui. Non è il classico colpo di fulmine assoluto dove il protagonista cade immediatamente ai piedi della protagonista. Qui c’è un percorso, distorto e spesso egoista, ma comunque un percorso.

Ho adorato anche il fatto che Landon, pur essendo narcisista e manipolatore, sia estremamente percettivo. Forse perché artista, forse perché vive il mondo come una tela da controllare e deformare a suo piacimento. Restare nella sua testa è stato quasi rilassante nella sua distruttività. È assurdo da dire, ma ogni sua azione, anche la più folle, nella sua mente aveva una logica perfetta. Sembrava davvero di stare nell’occhio del ciclone: tutto intorno crolla, ma lui rimane fermo al centro convinto che il caos abbia un ordine preciso.

Mia, dal canto suo, riesce a tenergli testa senza perdere la propria identità. Assomiglia molto a Rai, sua madre, ma ha una fragilità che Rai non possiede, e questo la rende più vulnerabile ma anche più sfaccettata.

I colpi di scena mi hanno sorpresa davvero. E sapete quanto per me questo faccia la differenza, soprattutto in libri che hanno anche una vena thriller così marcata. Rina Kent riesce sempre a disseminare dettagli che acquistano senso solo dopo, e quando il puzzle si ricompone rimani lì a pensare: “Come ho fatto a non arrivarci?”.

Come tutti i Legacy of Gods, anche questo è scritto in doppio POV e contiene quel piccolo ritorno ai personaggi storici della serie precedente. Qui Rina sceglie Kyle, e secondo me è stata una scelta perfetta, perché ci permette di capire meglio il rapporto con Nikolai, protagonista del prossimo volume. E conoscendo il caos che si porta dietro Nikolai… credo che il prossimo libro sarà una bomba.

Sono anche molto curiosa di leggere God of Fury, perché sarà il mio primo MM della Kent. E una delle cose che continuo ad amare di questa autrice è proprio la sua capacità di collegare tutto. Ogni saga, ogni personaggio, ogni dettaglio sembra parte di un enorme puzzle perfettamente costruito. È una cosa che mi lascia sempre sinceramente stupita.


Considerazioni finali:
Con God of Ruin Rina Kent prende una struttura che ormai conosce benissimo e riesce comunque a darle nuova vita. Gli elementi tipici del suo stile ci sono tutti — ossessione, possessività, protagonisti emotivamente devastati, rapporti tossici e totalizzanti — ma questa volta il risultato mi è sembrato più intenso, più sfumato, quasi più maturo rispetto ai volumi precedenti della serie.

Landon e Mia funzionano perché non cercano di salvarsi a vicenda in modo “pulito”. Si consumano, si provocano, si trascinano dentro le rispettive oscurità, ma allo stesso tempo riescono a riempire vuoti che nessun altro avrebbe potuto colmare. E la cosa più interessante è che Landon, per la prima volta, sembra quasi voler meritare quell’amore invece di limitarsi a pretenderlo.

Rina Kent continua a scrivere personaggi che nella realtà sarebbero un gigantesco campanello d’allarme, ma che nella narrativa riescono ad avere una forza magnetica incredibile. E se normalmente questo schema rischia di diventare ripetitivo, qui invece tutto si è incastrato nel modo giusto.

Ho dato cinque stelle perché, pur usando ingredienti familiari, questa volta il sapore è stato diverso. Più forte, più coinvolgente, più memorabile. E sinceramente non mi aspettavo che Landon e Mia riuscissero a diventare la mia coppia preferita di questa seconda generazione.

Come sempre ringrazio Hope Edizioni per la copia ARC e per la fiducia


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Miss F. ✒️

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