🩸🔍I Segreti dei morti – (Robyn Carter Vol. 2) – Carol Wyer

Genere: thriller
Autrice: Carol Wyer
Editore: Hope Edizioni
Data d’uscita: 4 Novembre 2022
Pagine: 364
Valutazione: ★★★★★
Trama:
Una giovane madre di Lichfield viene trovata annegata nella vasca da bagno poco tempo dopo la morte del manager di un bar della zona.
Un unico indizio in comune sulla scena dei due crimini: una ricevuta di 250.000 sterline.
Quando a Robyn Carter viene assegnato il caso, la detective capisce subito di avere a che fare con un serial killer. Ben presto, gli articoli della stampa locale, che ha ribattezzato l’assassino “Leopardo di Lichfield”, iniziano a terrorizzare la popolazione, tenendo al contempo sotto pressione la polizia.
Robyn deve scoprire qual è il collegamento tra le vittime prima che l’assassino colpisca di nuovo. Ma cosa si nasconde nella cittadina di Lichfield?
Riuscirà Robyn a fermare quel perverso assassino prima che sia in grado di portare a termine la sua vendetta?
La mia opinione:
Torniamo dall’agente Carter con il secondo volume di questa saga. Ogni libro è autoconclusivo, ma consiglio comunque di leggere il primo per comprendere meglio il percorso di Robyn.
Come in tutti i libri della Wyer che ho letto finora, ciò che mi piace di più è entrare nella mente del colpevole, che per buona parte del libro rimane sconosciuto. Tu lo senti, senti i suoi pensieri, ma non sai chi sia. E anche questa volta, lo ammetto con infinita gioia, non avevo capito chi fosse il colpevole.
Se in La Bambina Perduta avevo quasi amato il serial killer, arrivando persino a simpatizzare con lui, e Robyn mi era passata un po’ in secondo piano, qui Robyn splende. Inizia una parabola di crescita che non corre, ma che ti fa capire quanto la morte di Davies l’abbia segnata in profondità. Ora trova la forza di riprendere in mano le redini della sua vita, lentamente, ma in modo coerente con il suo personaggio.
Se c’è una cosa che mette nei guai Robyn è il suo istinto, ma alla fine è proprio quello che conta di più. Ciò che mi piace di lei è che si mette in discussione: non è la classica poliziotta che, anche quando sta andando palesemente nella direzione sbagliata, continua imperterrita lasciando noi lettori consci che, essendo la protagonista, avrà comunque ragione.
L’autrice rende Robyn fallibile, umana, ma tenace e caparbia, pronta a tutto, anche a trascurare se stessa, pur di risolvere il caso.
La scrittura della Wyer resta per me il suo punto di forza. Il narratore onnisciente è perfetto per questo tipo di storie: poter essere con tutti e con nessuno permette di conoscere meglio i personaggi che ruotano attorno a Robyn, di sentirli vivi, presenti, concreti.
Ross resta il mio personaggio preferito. L’ho citato nella recensione precedente e lo cito anche qui. Se nel primo libro mi era sembrato quasi una figura paterna, ora lo vedo fare un passo indietro, lasciando a Robyn la possibilità di guidare la propria vita. È presente quando serve, la supporta senza soffocarla, non diventa mai il salvatore della situazione. È un investigatore privato, ha un ruolo diverso rispetto a Robyn, e proprio per questo si completano bene.
Se devo essere puntigliosa e trovare qualcosa che stona, a volte i personaggi si raccontano tra loro cose che noi lettori già sappiamo. Può essere utile come recap per mettere insieme i pezzi, ma se sei più veloce a intuire il colpevole può creare un piccolo rallentamento. Tuttavia, in un libro così intenso, dove tutto scorre sul filo del rasoio e il killer sembra sempre un passo avanti, forse un rallentamento ogni tanto serve a dare respiro.
Devo dire che mi sto davvero innamorando di Robyn e mi auguro che gli altri libri della saga vengano tradotti prima o poi. Se all’inizio avevo simpatizzato più con il killer, qui ho sentito davvero la stanchezza di Robyn, ma anche la sua voglia di ripartire, di lasciar andare quel grande amore che non c’è più — e non grazie a un altro uomo.
Questo è ciò che mi ha davvero entusiasmata: Robyn si sta ricostruendo da sola. Non so se l’autrice avesse intenzione di lanciare un messaggio preciso, ma ho amato il fatto che la sua rinascita non passi attraverso un nuovo amore. Troppe volte ci viene fatto credere che serva un compagno per sentirci completi. Robyn non è sola: ha suo cugino Ross, la moglie di lui, Amélie, la figlia di Davies, a cui continua a fare visita. Ha colleghi, amici. Ma sta affrontando il dolore e si sta riprendendo i suoi spazi e la fiducia in se stessa senza che le venga affiancato un nuovo amore. Anche se, lo ammetto, spero per lei che accada prima o poi.
Cinque stelle perché la Wyer crea thriller davvero riusciti, dove scoprire l’assassino prima di Carter sembra quasi impossibile. Gli indizi ci sono, ma sono centellinati con precisione. I capitoli nella mente dell’assassino restano una chicca irrinunciabile: ti fanno vedere le ombre più nascoste della mente umana. In questo caso non ti portano a giustificarlo, ma a capire quanto siamo il prodotto di ciò che ci circonda, delle esperienze che ci hanno segnato, di ogni incontro che ha lasciato un’impronta indelebile.
Considerazioni finali:
I Segreti dei Morti non è solo un thriller ben costruito, è un capitolo di evoluzione per Robyn Carter. La tensione funziona, il mistero regge fino alla fine e la gestione degli indizi è calibrata con intelligenza. Ma ciò che davvero eleva questo libro è la crescita della protagonista.
Robyn non è un’eroina invincibile: è fragile, segnata, imperfetta. Ed è proprio questa sua umanità a renderla credibile. La Wyer costruisce un thriller solido, ma al centro lascia spazio a una donna che sta imparando a rimettersi in piedi da sola. E questa, forse, è la vera forza della serie.
Ringrazio Hope Edizioni per la copia del romanzo e per la fiducia accordatami. È sempre un piacere tornare nel mondo di Robyn Carter.
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Miss F. ✒️
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